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La terapia

10/10/2024

La terapia mi ha insegnato che respirare profondamente può aiutare a calmarti, che il male fisico può essere direttamente collegato a quello emotivo, che passare del tempo con se stessi fa paura ma è necessario, che piangere è normale e le lotte di potere nei rapporti non funzionano come anche le strategie. 

La terapia mi ha insegnato che non ci sono modi giusti o sbagliati per affrontare quello che ci succede ma che comprendere i nostri schemi di comportamento ci può aiutare ad esserne consapevoli e a saper distinguere la volontà dalla paura, la realtà dalla fantasia, l’ansia bloccante da quella da prestazione. 

La terapia mi ha insegnato che quello che le persone ci hanno detto o pensano di noi non ci definisce, così come quello che abbiamo vissuto, che le conseguenze non le dobbiamo subire per sempre perché si può agire, che ogni esperienza è funzionale e ogni persona ha un suo senso, basta saper apprendere il significato insito nelle cose.

La terapia mi ha insegnato a darmi tempo, che non c’è fretta di decidere quando non si hanno ancora le risposte che cerchiamo, che ognuno ha i suoi tempi ed è fondamentale rispettarli, che anche se ti senti una mela marcia da tutta la vita prima o poi, con pazienza, arriverai a capire perché.

La terapia mi ha insegnato che “non ci pensare, passerà” non funziona perché se non ci pensi, non ci passi dentro e non lasci che il dolore ti attraversi non passerà mai, che non serve riempirsi di mille impegni per sentirsi appagati perché ascoltarsi è il primo passo, che le ferite hanno bisogno di cura e non si chiuderanno da sole o per mano di altri se facciamo finta di non vederle.

La terapia per me è comprensione e realizzazione. Tante domande che non trovano risposta e altrettante risposte che arrivano quando ormai avevi accantonato le domande.

È accoglienza e fiducia. Le storie di due persone che si intrecciano e, senza rendertene conto, una sconosciuta diventa la persona che ti conosce più a fondo di tutte.

È scoperta e stupore. Scavare negli angoli più bui dell’inconscio e trovare ricordi sepolti, fogli pieni di storie sempre uguali anche se con personaggi diversi, cose rotte, persone messe da parte.

È cura e malattia. Può succedere che dopo una seduta tu ti senta liberato e più leggero o appesantito e in ansia anche per giorni.

È verità e consapevolezza. Di tutte quelle bugie che ci raccontiamo, dell’immagine che ci cuciamo addosso o delle paure che ci offuscano la mente travestendosi da scelte giuste.

È accettazione e gratitudine. La capacità di stare con quello che c’è anche quando non ci piace e di essere grati per ciò che siamo e abbiamo costruito.

Ma più di tutto la terapia è volontà e impegno. È un percorso a ostacoli a volte illuminante, a volte complesso, altre molto doloroso ma in cui l’unico guidatore sei tu. Certo hai un fantastico accompagnatore affianco ma i km da percorrere, le soste da fare, la lunghezza del viaggio e le tappe obbligatorie le decidi tu. 

Così improvvisamente passa del tempo, settimane, mesi, anni, cambi casa, lavoro, persone che hai affianco e il groviglio di emozioni, trascorsi ed esperienze che ti porti dentro da sempre in maniera disordinata sembra essersi finalmente districato. Certo, a volte nei momenti pieni, caotici, confusi o anche apparentemente calmi qualche nodo continua a crearsi, ma non è nulla che tu non sia più in grado di sciogliere e lasciare andare.


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