19/07/2020
Vorrei che mi scrivessi in piena notte o che suonassi il citofono di casa mia non preoccupandoti di svegliare qualcuno.
Vorrei che di ritorno da qualche serata alcolica piena di donne che hanno lasciato i loro profumi su di te, ti chiedessi cosa sto facendo, se dormo o se c’è qualcosa che mi tiene sveglia.
Vorrei scendere per buttare le buste della spazzatura con un outfit discutibile e trovarti davanti al cancello di casa mia con il tuo sorriso migliore e tante scuse per giustificare la tua presenza qui.
Vorrei che mi baciassi quando parlo troppo o ti guardo in modo insistente e che mi abbracciassi quando sono arrabbiata ma non riesco a non ridere.
Vorrei che te ne fregassi che questo non è il momento giusto e che forse siamo giusti solo per questo istante.
Vorrei essere l’unico odore che non riesci a dimenticare, l’unica voce che ti riesce a tranquillizzare, l’unica testa che ti può capire e l’unico cuore che non vuoi spezzare.
Vorrei bastarti come un solo bicchiere pieno di acqua quando hai tanta sete. Vorrei saziare il tuo senso di sete.
E per finire, se tutto questo potesse davvero accadere, vorrei non aver usato il condizionale: “modo del verbo che attenua a desiderio l’affermazione contenuta in una frase isolata”.
