29/02/2024
Oggi è 29 febbraio, come circa quattro anni fa.
Una volta ogni quattro anni abbiamo la possibilità di vivere esattamente 24h in più.
E come decidiamo di usarle? Continuando a fare quello che facciamo sempre. Routine, lavoro, sport, cena, casa, amici. Probabilmente niente di nuovo per la maggior parte di noi.
Persino Instagram è riuscito a far finire nel dimenticatoio tutti i miei ricordi dei 29 febbraio passati.
È come se ogni cosa che accade in questa giornata finisse in un buco nero, come se quello che si fa in realtà potrebbe non ricordarlo nessuno o addirittura essere vissuto come un sogno.
E allora immagino di fare oggi tutto quello che non potrei fare mai.
Come prima cosa vorrei alzare il telefono e chiamare quella mia vecchia amica che non sento più. Vorrei dirle che mi dispiace se è andata così, che non ho voluto prendere una posizione perché era giusto lasciarla andare se era quello che voleva. Vorrei dirti che ero arrabbiata ma ora non più anche se sei la mia ferita aperta. Sappi che ti penso spesso e continuerò sempre a essere il tuo talismano.
Mi piacerebbe tanto scrivere una lettera a una persona che mi ha dato tanto e forse pensa che io non l’abbia ricevuto. Vorrei fare come quella volta d’estate, io che la tenevo chiusa nelle note del telefono e, all’improvviso decidevo di leggergliela perché mi ha insegnato che dichiarare i propri sentimenti non è mai sbagliato. Gli leggerei che quel pezzo di vita insieme è stato così necessario per portarci dove siamo oggi e che alla fine ora ricordo solo il bello. Vorrei dirti che ti ringrazio perché, nel bene e nel male, mi hai fatto scrivere alcuni dei pensieri più belli della mia vita e di questo blog e un motivo ci sarà.
Vorrei tanto tornare nella mia prima casa, fare una sorpresa alla mia famiglia, abbracciare mia nonna, parlare a fondo con i miei zii e starmene un po’ nella mia cameretta tutta viola. Vorrei andare al mare in macchina da sola, con la musica alta e le onde del mare fuori il finestrino. Sentire il vento tra i capelli e la gioia di essere nata in un posto così magico in cui è sempre bello tornare. Vorrei arrivare a casa per cena e trovare la tavola imbandita di tutte le cose che solo mia mamma sa cucinare, qualche bottiglia di vino, il frastuono dei vocioni dei Molon, tante storie da raccontare e qualche lacrima da condividere. A fine serata vorrei dirvi sull’uscio della porta che siete la mia fortuna e che vi amo tanto.
Vorrei avere la possibilità di mollare tutto e sentire cosa si prova a vivere una vita alla scoperta del mondo. Un viaggio al mese già programmato, uno con gli amici di sempre, l’altro con degli sconosciuti, uno che ti cambia la vita, l’altro che ti fa capire cos’è il vero divertimento.
Vorrei concludere la giornata ballando, unica cosa che anche se fa già parte della mia routine mi piace troppo per non viverla anche in questa giornata.
Vorrei avere un momento per parlare con Franci. Vorrei dirti che mi manchi così tanto e che, anche se la strada che mi avevi suggerito si è rivelata quella giusta, a volte mi perdo. Vorrei chiederti scusa se non ho mantenuto le mie promesse e dirti che vorrei rimediare. Vorrei sapere cosa devo fare con il nostro amore grande, come aiutarlo a prendere le scelte giuste quando sarà il momento. Ti immagino rispondermi che ci pensi già tu a vegliare su di lui, ma ho il terrore che non sia così.
Infine, vorrei buttarmi dal dirupo e dire tutto quello che penso alla persona che si intrufola quotidianamente nei miei pensieri da un po’. Ti direi che ti penso spesso, circa ogni pausa dal lavoro, mentre sono in metro, durante lo stretching, quando apro gli occhi la mattina, se mi ricordo i sogni della notte prima, quando faccio la spesa e poi cucino, insomma mentre vivo. Ti penso anche quando non me ne accorgo e all’improvviso sento l’orecchio fischiare. Mi chiedo come sia possibile, mi lascio infastidire da questo pensiero intrusivo, scrivo cose e provo a tornare sul pianeta terra. Oggi vorrei leggertele tutte quelle cose per liberarmene perché in realtà non credo ci sia più nulla da nascondere. Vorrei dirti che ti penso e sapere se lo fai anche tu. Ma forse non lo faccio perché la risposta già la conosco. Ma forse oggi lo farei solo togliermi questo peso.
La giornata è appena iniziata, potrei prendere gran parte di queste cose e iniziare a farle. Ma nella realtà dei fatti sono a casa, in pigiama, seduta sul divano a lavorare. Non sono neanche così coraggiosa, dal dirupo non mi butto se non vedo cosa mi aspetta sotto. E alla fine, come ho già scritto in passato, se tutto questo sarebbe davvero potuto accadere, non avrei usato il condizionale: “modo del verbo che attenua a desiderio l’affermazione contenuta in una frase isolata”.
