15/10/2025
Per molti anni mi sono chiesta perché mi sentissi sempre e costantemente ovunque e da nessuna parte. Perché le persone non riuscissero a capirmi. O perché io non riuscissi a mostrare loro quanto ci tenessi. Al primo problema mollavo. Chiuso un capitolo se ne apre un altro. Senza ricordare cosa ci fosse prima.
Il libro della mia vita ha cominciato così a popolarsi di punti silenziosi senza che potessi accorgermene. Fino a formare un’intera pagina. Solo di punti. Che se ci pensi, messi tutti vicini non danno più l’idea di fine quanto di sospensione. Ed è proprio così che mi sento.
Sospesa, frammentata, ovunque e da nessuna parte.
Così mi sono messa a leggerla quella pagina.
Tu mi dirai, cosa puoi leggere se sono solo punti che si susseguono?!
Ne ho ricostruito la provenienza.
E allora mi è sorta spontanea una domanda.
Come lo spieghi a chi ha vissuto sempre nello stesso posto, con le stesse persone, vicino ai luoghi cari e sicuri tipo il solito bar, parrucchiere, estetista di fiducia, che non ce la fai a restare ferma perché non sai come si fa?
È proprio lì il punto.
Non si può spiegare se di fronte hai chi non vuole comprendere.
