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Se non sai a chi dirlo, scrivilo

Il condizionale non mi piace – seconda parte

27/03/2024

Vorrei averti vicino e sapere che potrei incontrarti per caso in qualsiasi momento.

Vorrei poi vedere la tua reazione e sentire la mia, anche se un po’ la immagino.

Vorrei saperti felice e soddisfatto della tua vita, fermo sulle scelte fatte in passato e concentrato sul da fare nel presente.

Vorrei esserci anche io in quel presente.

Vorrei che il tuo fosse anche il mio.

Vorrei che ci fossimo incontrati a traumi superati o che avessimo avuto il coraggio di superare la paura insieme.

Vorrei credere che quella fosse solo paura.

Vorrei poi avere il coraggio di dirtelo quando ti sogno e quando ti penso.

Vorrei saper scegliere di vederti perché anche se potrebbe fare male forse mi porterebbe a qualcosa.

Vorrei sceglierlo senza il terrore che la mia bambina si senta abbandonata di nuovo.

Vorrei esserci quando ti diverti e ridi a crepapelle ma soprattutto quando il silenzio fuori indica un grande caos dentro.

Vorrei esserci quando anche se non sei capace di parlare di quello che senti, con me ci provi lo stesso.

Vorrei poter ascoltare ora quello che volevi dirmi, perché non mi importa più se sarebbe stato deludente.

Vorrei sentire ancora una volta quel profumo che anche se a volte il naso sembra ricordarlo so che non sarà mai il tuo.

E per finire, se tutto questo potesse davvero accadere, vorrei ancora una volta non aver usato il condizionale: “modo del verbo che attenua a desiderio l’affermazione contenuta in una frase isolata”.


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