SCRIVILO.

Se non sai a chi dirlo, scrivilo

25/03/2024

Tornare a ballare è stato come avere indietro il mio corpo con una nuova emozionante consapevolezza.

È il mio corpo.

Posso farci quello che voglio.

Posso scegliere io.

Posso esplorare, cambiare.

Posso muoverlo o immobilizzarlo.

Posso toccarlo o scegliere se e quando permetterlo ad altri.

È come se all’improvviso mi fossi resa conto di avere uno strumento inutilizzato. Come se tutta quella libertà che era solo nella mia testa e nelle mie parole fosse fluita tutt’un tratto dal collo, negli arti, al ventre, fino a collegarsi con la terra.

Forse non esiste cosa più pericolosa di lasciare qualcosa di così prezioso nelle mani di qualcun altro. Lasciarlo incustodito e dargli il potere di valutarmi, definirmi o imbrogliarmi.

“Hai una luce diversa quando balli” – mi hanno detto e lo sento davvero.

Ballare mi fa sentire sicura. In quell’unico momento in cui ci sono solo io e la musica che scandisce gli otto della coreografia e, anche se non la so così bene, mi butto.

Ballare mi fa sentire coraggiosa. Quando provo un nuovo passo e scopro un nuovo pezzo di me mai visto prima e mi chiedo dove fosse stato finora.

“Quando balli sembri un’altra” – mi hanno anche detto.

“Davvero?” – gli ho risposto io, pur sapendo che quell’altra c’è sempre stata. Sono solo io senza paura.

Ballare mi fa sentire forte. Quando lascio fuori tutti i pensieri e penso solo a memorizzare i passi e divertirmi.

Ballare mi fa sentire unica proprietaria dei miei pensieri, emozioni, movimenti, espressioni e gesti.

Ballare mi ricorda che posso scegliere, sempre.


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