Ieri ero con Sonia, una delle prime persone che ho fatto entrare nelle mie stanze dopo averle blindate. L’unica che qui posso chiamare col suo vero nome.
Ci siamo messe nella mia stanza preferita, quella delle cose rotte perché mi sentivo così.
“Ti ho scritto una cosa che ti invito a leggere nei momenti in cui ti verrà di dubitare di te.” – mi ha detto.
Diceva così.
“Hai fatto pace col tuo passato e ci hai costruito delle cose bellissime. Guardati intorno, questo posto è pieno di cose rotte che hanno preso vita in un modo diverso. Guarda questo tappeto per esempio, era un piumone pieno di buchi e scarabocchi me lo ricordo bene. Ti avevo detto di buttarlo e invece tu l’hai preso, tagliato, colorato e ricucito. Che testona che sei. Ti evoca ancora le sensazioni di prima? Se è qui non credo.
Non lo vedi quanto hai corso in questi due anni? Te lo dico io: ammira il tuo coraggio. È grazie a questo se ora siamo qui sedute in questa stanza: un luogo pieno di cose che ti hanno fatto male in cui abbiamo trovato un nuovo modo di stare. Con la consapevolezza che anche se qualcosa si è rotto di nuovo hai la maturità per aggiustarlo perché tu sei rimasta intatta.
Vuoi una persona accanto? Ok, resta aperta al mondo. Lascia che ti possa presentare ciò che ti aspetta, che ti faccia incontrare chi ti sta cercando senza sapere ancora chi tu sia, che ti stupisca con cose inaspettate. Questo atteggiamento di apertura, voglia di conoscenza, curiosità e ascolto ti ha portato fin qui. Lascia che ti porti dove desideri con le consapevolezze che hai acquisito finora. Ciò che è destinato a te trova sempre il modo di raggiungerti ma tu devi essere pronta ad accoglierlo. Continua a stare nel presente che è così pieno. E se al momento ti senti rotta, stai in questa stanza, cura le tue ferite, coccola la tua anima, asseconda i tuoi bisogni e scrivici su. Riparti ascoltandoti. Ora sai che puoi farlo, che sei pronta. Io sono qui, sempre, per supportarti e abbracciarti.”
Scegliere di far entrare Sonia nella mia vita è stata certamente una delle scelte più giuste di sempre.
Con le lacrime agli occhi e la lettera stretta a me, le ho risposto:
“Grazie per aiutarmi ad aggiustare cose che non rompi tu e per ricordarmi di credere in me ogni singola volta.”
