21/11/2023
Ieri sono andata al concerto di Elodie e, visto che in fondo sono una piagnona, mentre cantava Vertigine mi sono emozionata.
Ho pensato che quella canzone sembra scritta per me per come mi sono sentita ultimamente. “Sola con me confusa, oggi mi sento così”. Oggi, ogni giorno da qualche mese. È così complicato per me conciliare questi miei momenti con le nuove conoscenze. Anche se si tratta di persone interessanti, affidargli subito tutto questo carico emotivo mi sembra un po’ troppo, in fondo posso reggerlo da sola. Meglio mostrare la parte scema o ancora meglio abbandonare l’opportunità. Abbandono la nave della socialità e poi me ne pento perché in fondo ho bisogno anche di nuovi stimoli. Ne ho bisogno continuamente.
Quindi mi sento in dovere di spiegarglielo che io quando ho un problema mi chiudo, che chiedere aiuto a persone che non sono quelle di cui mi fido ciecamente non è un’opzione e che l’unica mano di cui ho bisogno è quella in fondo al mio braccio. A volte capiscono, altre no. Ma tanto io non ho pretese, c’è chi non mi ha capita pur conoscendomi da 10 anni, non è un problema. Come dice mio zio meglio così “si fa spazio”. E allora faccio spazio, quello vecchio lo colmo con il nuovo e quello nuovo che avanza lo lascio libero per quello che viene.
In questo momento se chiudo gli occhi e mi ascolto sono piena di prese d’aria, di ampi spazi occupati in passato e lasciati liberi. A volte mi sento sola, altre leggera, altre ancora dinamica. Pronta a ogni occasione per riempire e liberare nuovamente quegli spazi. Come quello scaffale di camera mia che cambia ordine ogni mese con nuovi libri, agendine, statuette, porta fortuna o niente.
