07/11/2022
Prendo la metro per tornare a casa.
Nelle cuffie “Giulia” dei Pinguini Tattici Nucleari. Lei ha paura di direi ai suoi che non ha passato l’esame. Lei si innamora del professore. Lei trasgredisce le regole.
La immagino nella mia testa con i capelli di colore diverso ogni 3 mesi, perennemente indecisa fra il viola e il blu elettrico tanto da provarli entrambi, che tanto a chi deve importare se non a lei. Prima di scegliere l’università, di cui ha tanto paura, era indecisa sul prendere psicologia o filosofia tanto da scegliere di non fare nessuna delle due. Ha fatto l’animatrice nei villaggi turistici in giro per l’Italia, ha incontrato così tante famiglie e bambini diversi da stufarsi e finire a lavorare con gli adulti in un’azienda. Ha deciso di iscriversi all’università solo dopo aver esplorato tutto quanto e aver realizzato che studiare era quello che voleva davvero, non solo il biglietto per un futuro migliore. Forse troppo disillusa per la sua giovane età ma con l’esperienza giusta per portare tutto il necessario sulle sue spalle. Con la ribellione forte di chi non vuole ascoltare nessuno se non il proprio petto e si concede di inciampare, cadere e sbagliare ancora ma con le sue gambe. Giulia è andata avanti con l’impulso di chi non vuole perdersi proprio niente di questa vita.
Lei. O forse io.
Sono sicura che quella Giulia sarei potuta essere io. Sono sicura che mi sarebbe tanto piaciuto esserlo. Sono sicura che Giulia in fondo sono proprio io mentre fuori mi impegno per essere l’opposto.
