27/09/2021
Era un periodo che sentivo l’esigenza di buttare cose.
Aprivo il mio armadio e quasi mi disgustava vedere tutti quei vestiti ammucchiati negli anni che non ricordavo neanche più di avere.
Che poi alla fine lo sappiamo tutti che mettiamo sempre le stesse cose.
Così nel weekend ho fatto una busta di cose da buttare via.
Poi ci ho ripensato e l’ho divisa in due: le cose da buttare e quelle da mettere via, da lasciare giù in garage per quando ne avrei avuto voglia.
Non volevo buttarle perché ci ero affezionata, perché ci avevo lasciato dei ricordi fra le fibre, perché io le porte alle mie spalle non me le chiudo mai.
Poi è successo che poco dopo aver fatto quella busta quei ricordi sono riemersi tutti e con essi anche persone che non volevo più vedere ne sentire e mi hanno fatto arrabbiare parecchio.
Ho pensato agli anni che ho perso anche se tutto insegna; alle illusioni spezzate da troppa realtà anche se è sempre giusto tenere i piedi a terra ma sognare un po’ non fa mai male; all’insicurezza che solo il tempo, la determinazione e me stessa hanno potuto trasformare in consapevolezza.
Mi sono arrabbiata, per 5 minuti, poi mi è passato di mente.
Stamattina nel caos del lunedì, la casa, il lavoro e il caffè, che non mi viene mai bene, sono scesa per prendere aria e buttare la spazzatura.
Un signore si è avvicinato per chiedermi se avessi vestiti vecchi da donare così sono risalita e gli ho consegnato la busta della roba da buttare via.
La giornata è passata, io ho fatto le mie cose in casa, lavorato, la spesa.
La giornata è finita e solo ora mi sono accorta che ho dato al signore la busta sbagliata, quella con le cose da tenere in garage.
Niente sconforto o paura.
Grazie signore dei vestiti che senza saperlo mi hai dato il coraggio di chiudere una porta enorme che ingombrava ancora troppo spazio.
Grazie signore dei vestiti perché ho affidato a te una chiave di osmio e tu l’hai buttata per sempre.
Ora mi sento più leggera.
Ora mi sento felice.
