28/07/2022
Quando scrivo è come se rivivessi il film della mia stessa vita. C’è una voce narrante, la mia, che inizia a parlare nella mia testa. Contestualizza cose, persone, ambienti e li trasforma in qualcosa di adattabile a tutti. Quando scrivo ci sono io con la mia penna immaginaria, il polso che mi fa male perché le emozioni vanno calcate bene sul foglio e una luce fioca che illumina la scrivania. In qualsiasi posto mi trovi in quel momento tutto si azzera e rimango solo io. Quando scrivo rivivo momenti, li immagino con finali diversi, emozioni al contrario e protagonisti sconosciuti. Cerco di dare un nome a quello che provo e a quello che mi ha fatto stare male. Cerco di trasformarlo in bene, in pagine nuove da rileggere quando saprò di essere andata avanti e mi sembrerà impossibile esserne stata l’autrice. Quando scrivo sono io e mille persone diverse da me. Parlo a qualcuno che conosco bene ma che in fondo non ho conosciuto mai o che avrei voluto conoscere più a fondo. Quando scrivo provo un senso di liberazione. Dura poco, ma per un attimo mi spoglio di problemi, ansie, paure, preoccupazioni e mi elevo in aria.
