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La scatola dei ricordi

11/05/2021

Ciao, come stai? Questa volta forse vorrei saperlo. È che ieri mi è successa una cosa bella e ho sentito forte il bisogno di condividerla con te.

È da un po’ che frequento una persona. Qualcuno che cercavo da tempo e ancora non sono sicura che sia la persona giusta, ma mentre cercavo una mano da afferrare mi è capitato di vedere la sua e di notare che si incastrava perfettamente con la mia. Ecco, ieri cercando di mettere in ordine pensieri ed emozioni abbiamo trovato una scatola piena di polvere. Era nascosta nell’ultimo cassetto dello scaffale dei ricordi, sotto le scatole dei difetti, dei problemi da grande, delle gioie, delle delusioni e delle “cose da fare oggi” di chissà quale anno. L’abbiamo aperta insieme e alla sua domanda “Giulia cosa ricordi di queste cose?” io non ho saputo rispondere. C’erano tante immagini, suoni, colori, odori familiari che però non riuscivo a riconoscere.

C’era mio nonno che veniva a prendermi all’asilo con la macchinina bianca, il bambino che mangiava sempre le scarpe delle mie barbie e lui che mi difendeva. C’era la mia prima volta in ospedale, i medici fieri del mio coraggio e i parenti che mi riempivano di regali. C’erano gli anni di scuola a piazza Dante, i balli latino americani e la maestra di matematica che ci parlava sempre di quello che dicevano i telegiornali. C’erano gli anni a danza, l’odore della scuola non appena aprivo quella porta, l’emozione nei saggi e le urla dei miei amici che venivano a vedermi. C’era un castello dei miei amori platonici con dentro anche il mio primo amore, la calza con il suo profumo, la mia determinazione nel conquistarlo e la delusione nel realizzare la nostra incompatibilità. C’era la mia poca voglia di studiare e l’obbligo di doverlo fare, il sogno di lavorare in tv anche se dietro le quinte e la vergogna per il desiderio di farlo tutt’ora che sono diventata grande.

Tornando al “Giulia cosa ricordi di queste cose?” Io ho risposto “Proprio niente”. A quel punto è stata lei ad aprire la scatola per me e a tirare fuori un’immagine per volta con decisione e delicatezza. I miei ricordi inizialmente non erano molto nitidi ma tutto insieme mi sono accorta di sentire ancora determinate emozioni. La scatola è molto profonda e noi siamo solo alla superficie ma sento che è questo il punto da cui ripartire.

Ciao, come stai? Questa volta forse vorrei saperlo. In realtà sono qui perché volevo dirti che avrei tanto voluto trovarla con te, la scatola dei ricordi. Probabilmente ho anche preteso che fossi proprio tu a scovarla e ho provato rabbia e delusione pensando che fossi incapace di cercare bene o che non ne avessi troppa voglia.

Sai, è pieno di scatole piene di polvere qui e forse avrei voluto che tu le trovassi tutte. Ti prometto che piano piano le aprirò e riprenderò coscienza delle mie emozioni di ieri e di oggi. Tu aspettami.


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